04.28 - Masanobu Fukuoka - Orto Giardino Paghera

1900 – Masanobu Fukuoka

All’inizio degli anni ’40, Masanobu Fukuoka, studioso di patologia vegetale, decise di approcciarsi all’agricoltura in un modo nuovo. Di ritorno alla fattoria dei genitori, sull’Isola di Shikoku in Giappone, iniziò a sperimentare le sue teorie sulle coltivazioni della famiglia.

L’arte del non fare di Fukuoka

Fukuoka prese in esame tutte le pratiche agricole normalmente utilizzate negli anni ’30 e decise che erano inutili e controproducenti; a suo avviso non serviva arare i campi, non c’era bisogno di diserbare né di concimare. Fukuoka riteneva l’agricoltura un percorso spirituale e le si approcciò con una prospettiva Zen.

04.28 - Masanobu Fukuoka - Storia

Fin da quando ho cominciato a proporre un modo di coltivare in sintonia con la natura, ho cercato di dimostrare la validità di cinque principi fondamentali: nessuna lavorazione, nessun fertilizzante, nessun antiparassitario, nessun diserbo e nessuna potatura.

Attualmente i principi sono applicati nella realizzazione degli orti sinergici, basati sull’auto fertilizzazione del suolo e sulla sinergia tra ambiente, terra e vari ortaggi. Il metodo Fukuoka cerca di riprodurre le condizioni naturali: il terreno non viene arato, la germinazione avviene direttamente in superficie, gli animali antagonisti vengono introdotti per combattere le infestazioni.

  1. Non lavorare la terra. La terra è un organismo vivente e l’aratura disturba il complesso equilibrio esistente nel sottosuolo. Lombrichi, funghi, residui organici, batteri concorrono a rendere il suolo perfetto. La rotazione colturale, una perenne pacciamatura e l’azione stessa delle radici bastano ad “arare” il terreno in modo continuativo e naturale.
  2. Non fertilizzare. Fukuoka invita a raccogliere solo i frutti, lasciando sul terreno le piante spoglie che forniranno nutrimento naturalmente La pacciamatura costante, inoltre, contribuisce ad innescare il processo di auto fertilizzazione..
  3. Non utilizzare antiparassitari. La dipendenza da sostanze chimiche genera squilibri nell’ecosistema e indebolisce le piante; colture vigorose in un ambiente sano sono un antiparassitario naturale. L’unica alternativa considerata da Fukuoka è l’introduzione di antagonisti naturali.
  4. Non diserbare. Le piante spontanee hanno un ruolo specifico nella fertilità del suolo e nell’equilibrio dell’ecosistema: dovrebbero essere controllate (mediante pacciamatura o copertura con trifoglio bianco) ma non eliminate del tutto.
  5. Non potare. Secondo Fukuoka un albero lasciato crescere secondo la sua natura trova un’armonia perfetta tra radici e fusto, viene raggiunto uniformemente dalla luce del sole, tende a non ammalarsi e a non essere attaccato da parassiti.

Il metodo Fukuoka è adatto a piccoli possedimenti, richiede esperienza e notevole abilità.

(Nella prima immagine l’orto giardino della Sede di Paghera)

 

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